La dimensione sociale della sostenibilità è sempre più centrale negli investimenti immobiliari ma non esiste una metrica standard per monitorarne l’impatto. Partendo da questa considerazione, Confindustria Assoimmobiliare ha sviluppato una ricerca sul valore sociale generato dagli investimenti immobiliari e sui criteri per la sua misurabilità, lavorando in partnership con From, agenzia specializzata in analisi, progettazione sociale e comunicazione per la trasformazione urbana.
La ricerca ha proposto un insieme di metriche standard con cui misurare l’impatto degli investimenti immobiliari sulle determinanti della qualità della vita a livello locale: rigenerazione urbana, capitale umano, economia locale, servizi di welfare e capitale sociale comunitario. Gli indicatori sono stati identificati attraverso interviste ai soci di Assoimmobiliare – che gestiscono un patrimonio del valore di circa 150 miliardi di euro – e a stakeholder ed esperti esterni.
“I profili di sostenibilità esg hanno assunto, negli ultimi anni, una rilevanza sempre più crescente per il settore immobiliare. Il successo di un’operazione, oggi, si misura anche in base all’impatto positivo che esercita su vari aspetti sociali, quali la mobilità, la creazione di posti di lavoro, i servizi per la comunità e il welfare”, spiega il presidente di Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni. “Questo si aggiunge al forte contributo che l’industria immobiliare fornisce da sempre non solo alla formazione del PIL del nostro Paese ma al dare forma agli spazi e luoghi dove le persone vivono, studiano, lavorano e passano il proprio tempo libero. Il valore sociale generato delle aziende del nostro comparto, però, è ancora difficile da misurare e, quindi, da rappresentare e far comprendere pienamente ed è questo che ci ha spinti ad avviare un lavoro di ricerca durato oltre un anno”.
L’analisi condotta ha permesso inoltre di identificare alcuni punti fermi da tenere in considerazione per generare Valore Sociale, tra essi il concetto di benessere e qualità della vita. Su questo ambito i lavori sviluppati da Ocse a livello internazionale e da Istat, attraverso il progetto Benessere Equo e Sostenibile, sono da considerare come un riferimento sia rispetto alle dimensioni identificate, sia rispetto ai dati che vengono ogni anno raccolti e condivisi.
