BOLOGNA +44,5%
Segue Bologna, dove 8 anni fa la cifra richiesta da chi offriva due stanze sul mercato era pari a 2.580 euro/mq mentre ora la richiesta è del 44,5% più elevata. Attualmente, infatti, per un bilocale si arriva a spendere di media 3.729 euro/mq. Al terzo posto Verona, con una rivalutazione del 41%. Si è passati infatti dai 1.966 euro/mq del 2016 ai 2.770 euro/mq attuali per un bilocale nel comune. Fuori dal podio, con una percentuale di apprezzamento più contenuta, Firenze, dove in 8 anni due vani sono passati dal costare 3.744 euro/mq a oltre 4.400 euro/mq, il 18% in più.
CRESCONO BARI, TORINO E VENEZIA
In crescita, con percentuali simili, Bari (+5,6%), Torino (+5,1%), e Venezia (+4,8%). Nella città pugliese il prezzo medio di un bilocale è cresciuto di circa 100 euro/mq nell’arco temporale considerato, passando da 1.862 euro/mq a 1.967 euro/mq. Nel capoluogo piemontese l’apprezzamento negli 8 anni è stato di circa 80 euro/mq (1.677 euro/mq vs. 1.596 euro/mq), mentre nella Perla della Laguna si è passati dai 3.363 euro/mq del 2016 agli oltre 3.500 attuali. Chiude la classifica Napoli: qui l’aumento di valore si quantifica in 30 euro/mq, da 2.337 euro/mq a 2.367 euro/mq (+1,3%).
ROMA IN CONTROTENDENZA (-3,3%)
Ma esistono anche situazioni contrarie. Nella Capitale, per esempio, il valore medio di un bilocale è passato dai 3.460 euro di 8 anni fa ai 3.346 di oggi, con una discesa in termini di valore del 3,3%. Sulla stessa scia Palermo, dove la svalutazione ha toccato il 4%: da 1.373 euro/mq a 1.318 euro/mq per due vani.
CATANIA E GENOVA FANNO PEGGIO
Ma le città che hanno fatto peggio sono state Catania e Genova: nella prima il decremento nel prezzo medio richiesto per un bilocale si è attestato sul -12,3%, mentre nella seconda si è raggiunto il -19%. Nella località siciliana si è passati da una richiesta media di 1.322 euro/mq a una di 1.160 euro/mq; invece, nella città ligure il costo rispetto a 8 anni fa si è abbassato di quasi 350 euro (1.817 euro/mq vs. 1.470 euro/mq).
INTINI: “MILANO UN UNICUM IN ITALIA”
“Milano si conferma un unicum in Italia”, commenta Antonio Intini, chief business development officer di Immobiliare.it. “Se infatti in città come Roma e Napoli, dove i prezzi sono rimasti tutto sommato accessibili, ad acquisire più valore sono gli appartamenti posti in contesti già di pregio, nel capoluogo meneghino a crescere in maniera più rilevante è la periferia, in particolare quella che ora gode della presenza di mezzi pubblici veloci ed efficienti. Dall’Expo del 2015, che per la città della Madonnina ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta, i prezzi degli immobili hanno conosciuto una crescita che non ha eguali nel Paese, portando la domanda a esplorare zone del contesto urbano prima ritenute poco appetibili. Un processo di gentrificazione che continua tuttora e che presto comincerà a coinvolgere anche l’hinterland milanese”.
