Continuano a crescere i canoni di locazione in Italia anche se a tassi inferiori rispetto al semestre precedente. E’ quanto rilevato dall’Ufficio Studi di Tecnocasa secondo cui la crescita dei valori di affitto dei monolocali è stata pari al 3,4% a fronte di un +3% dei bilocali e +3,2% dei trilocali.
“Dopo il calo importante dei valori registrato nel 2020 a causa della diminuita domanda e aumentata offerta scaturite dalla pandemia, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – continua l’andamento positivo iniziato nel 2015. Il mercato lamenta una carenza di immobili dovuta al fatto che molti di essi sono stati affittati con contratti di lungo periodo durante la pandemia. Numerosi proprietari preferiscono gli short rent temendo un’eventuale morosità degli inquilini. Desiderano anche assicurarsi la possibilità di rientrare in possesso dell’immobile. A contribuire al rialzo dei valori anche l’inflazione e l’aumento della domanda alimentata da chi ha difficoltà di accesso al credito”.
In base alle rilevazioni di Tecnocasa, i canoni di locazione appaiono in aumento in tutte le grandi città ma, in modo particolare, a Bari, Napoli e Verona dove si ricorre maggiormente agli affitti brevi.
Nel capoluogo pugliese, per esempio, nel primo semestre i canoni sono cresciuti del 5,4% per i monolocali se confrontati con i valori dell’ultimo semestre del 2022. I bilocali hanno fatto segnare una crescita del 2,4% e i trilocali del 3,2%. Prezzi in decisa salita anche a Napoli con mono e bilocali saliti oltre il 4% mentre a Verona i canoni del trilocali sono saliti del 3,9% e quelli dei monolocali del 4,4%. Vivace anche il mercato di Milano con variazioni al rialzo comprese tra il 3,2 e il 3,9%, leggermente al di sopra della media di Roma che ha fatto segnare un incremento dei canoni di locazione compreso tra il +3% dei monolocali e il +3,7% dei trilocali.
L’analisi di Tecnocasa ha poi evidenziato la maggiore facilità di affitto per le soluzioni di qualità, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose.
“Nel primo semestre del 2023 il 70,1% ha cercato casa in affitto come scelta abitativa, con una lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando la percentuale era pari al 71,2%”, si legge nel report. “In questa categoria rientrano coloro che non riescono ad acquistare o volutamente scelgono l’affitto. Sono invece aumentati i contratti stipulati da chi cerca per motivi di studio, passati da 3,8% a 5%, sostanzialmente stabili quelli stipulati per motivi di lavoro (da 25% a 24,9%)”.
In relazione alle fasce di età, nella prima parte del 2023 si sono stipulati prevalentemente contratti con le fasce più giovani, comprese tra 18 e 34 anni (45,5%), in leggero aumento rispetto al 44,3% dell’anno scorso. I dati sui contratti stipulati nella prima parte del 2023 segnalano un aumento di quelli a canone transitorio che ora si attestano intorno al 25,4% (da 20,7% di un anno fa). Tiene ancora il canone concordato ma occorre capire quanto ancora potrà essere appetibile alla luce dell’aumento della domanda che trascina al rialzo i canoni sul libero mercato.
