Nonostante le difficoltà nell’introdurre nuove tecnologie nelle aziende del settore edile e immobiliare, il 39% dei professionisti in Italia si attende una crescita degli investimenti nella digitalizzazione che si attesta tra l’11% e il 30% rispetto alla situazione attuale. Un andamento in linea con quanto sta avvenendo in Germania (34%) mentre altri Paesi come Austria, Francia e Spagna prevedono una crescita degli investimenti più contenuta, tra il 5% e il 10%. E’ quanto emerso dall’ultimo report realizzato da PlanRadar, dopo aver analizzato le risposte di più di 1.300 professionisti provenienti da 15 Paesi differenti sul livello di digitalizzazione delle aziende del comparto e le prospettive di aumento degli investimenti in nuove tecnologie.
“Se consideriamo la media complessiva di tutti gli intervistati, il 52% prevede che le proprie aziende investiranno in futuro almeno l’11% in più nella digitalizzazione rispetto agli anni precedenti, dato che sale a un più ottimistico 31% per circa un quarto dei professionisti”, si legge nel documento.
In particolare, secondo la ricerca di PlanRadar, la principale area di investimento tecnologico in Italia è rappresentata dalla metodologia BIM (Building Information Modelling): il 75% dei professionisti italiani, infatti, prospetta un aumento significativo della spesa per gli investimenti in questa tecnologia, un dato in linea con Francia (77%) e Spagna (75%) e superiore alla media globale del 66%. Seguono a breve distanza gli investimenti nell’area dei programmi e dei software che facilitano la gestione dei progetti di costruzione e degli immobili. Nel nostro Paese, infatti, la percentuale di investimenti attesi si è attestata al 73%, un dato tutto sommato positivo considerato che si discosta di solo 4 punti dalla media globale (77%).
Inoltre, gli investimenti in soluzioni digitali a sostegno degli impegni ambientali, della regolamentazione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili sono aumentati significativamente negli ultimi anni, al passo con il crescente interesse del settore per le questioni ambientali e con le sempre più rigide direttive europee. A livello globale, il 68% delle aziende prevede di aumentare la spesa in quest’area tecnologica, un dato di poco superiore a quello nazionale, che si attesta al 65% ed è in linea con Croazia e Slovacchia (64%) ma indietro rispetto a Germania (80%), Austria (75%), Francia e Spagna (74%).
Infine, per quanto riguarda i progressi dell’intelligenza artificiale, della realtà virtuale e della robotica, sebbene siano ancora distanti dalla vita quotidiana della maggior parte degli operatori del settore rispetto ad altre innovazioni, in Italia circa il 40% dei professionisti stima già una crescita degli investimenti durante i prossimi tre anni. Altri sviluppi tecnologici, come la robotica, sembrano invece essere al di fuori delle priorità di investimento nei prossimi tre anni per la maggior parte delle aziende italiane del settore, ma alcune (circa il 29%) prevedono di aumentare gli investimenti in questo ambito nel periodo considerato.
