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Italia, 80 compravendite di hotel negli ultimi 18 mesi

Italia, 80 compravendite di hotel negli ultimi 18 mesi

Di Tobia Zanotti
6 Luglio 2023

Riparte il turismo post covid ma gli investimenti nell’immobiliare alberghiero continuano a muoversi con il freno tirato.  E’ quanto emerso dal report presentato in occasione dell’Hospitality Forum 2023 organizzato da Scenari Immobiliari, secondo cui a livello europeo il volume complessivo degli investimenti nel 2022 ha raggiunto i 15 miliardi di euro, con una concentrazione maggiore nella prima metà dell’anno, in diminuzione di circa il 10% sul 2021.

“L’aspettativa generalizzata di un calo dei prezzi, anche per il patrimonio immobiliare di buona qualità, è stata al momento disattesa, grazie non solo all’aumento delle prestazioni degli indicatori ma per la pressione esercitata dall’inflazione sui canoni”, sottolineano gli analisti di Scenari Immobiliari secondo cui da un lato è evidente il crescente interesse per alberghi meno esposti all’incremento dei costi, per variazione del prezzo dei beni e generiche pressioni inflazionistiche, necessità di manodopera meno specializzata inferiore e ridotte spese operative. Dall’altro permane l’attenzione per le località turistiche classiche e storiche, sostenute nel 2022 dalla forte ripresa della domanda per il tempo libero e da spazio limitato per l’entrata di nuovi attori da parte dell’offerta.

“Il 2023 – afferma Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – è iniziato in modo positivo per il mercato immobiliare alberghiero europeo. L’attività degli investitori è aumentata dopo la limitata intensità del 2022, con un incremento delle allocazioni nel comparto, rispetto al primo trimestre dello scorso anno, superiore al quindici per cento che porta a quattro miliardi di euro di patrimonio investito. Tra gli operatori continua a vigere un discreto ottimismo con un livello di sicurezza proporzionale alle caratteristiche del segmento, massimo per il lusso, minimo, ma comunque sufficiente, per le strutture economy. La solida ripresa dei flussi turistici e la rimessa a sistema del patrimonio immobiliare non ha provocato l’effetto sperato dal lato degli investimenti istituzionali. Il segmento nel 2022 è stato formato per poco meno dell’ottanta per cento da soggetti europei che con gli investitori cross-border, tra i quali è stato evidente il ritorno della domanda asiatica, hanno riguardato per tre quarti immobili unici e per un quarto portafogli”.

Secondo le rilevazioni di Scenari, le transazioni relative a strutture ricettive europee hanno interessato alberghi di tutti i segmenti di offerta, con una quota maggioritaria relativa alla classe dei 4 stelle. Le operazioni rilevate negli ultimi 18 mesi hanno interessato 430 strutture, ripartite in circa 255 transazioni, per un totale di poco più di 65.625 camere.

In Italia il mercato immobiliare alberghiero nel corso del 2022 ha mostrato un calo del 7% del volume di investimenti rispetto all’anno precedente attestandosi a quota 1,7 miliardi di euro, nonostante un incremento del fatturato complessivo rispetto al 2021. Le ragioni di questo risultato sono riconducibili al concretizzarsi, nel corso della seconda parte dell’anno, dei primi segnali di rallentamento causati dal progressivo rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce e dal conseguente atteggiamento attendista da parte degli investitori.

Le allocazioni degli ultimi 18 mesi hanno riguardato poco più di 80 strutture ricettive 3 stelle (26%), 4 stelle (41%) e 5 stelle (32%), rilevate dal mercato. Solo nel corso del 2022 gli investimenti hanno interessato più di 4.000 camere. Una parte delle transazioni ha continuato a interessare location consolidate come Milano, Roma, Venezia mentre le altre hanno agito in città secondarie e ambiti territoriali ‘periferici’ potenzialmente attrattivi ma caratterizzati da fondamentali socioeconomici quasi esclusivamente correlati a forme di turismo spiccatamente stagionalizzato o marcatamente connotato dal punto di vista esperienziale.

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