Dopo l’ultimo intervento della Bce che ha portato il costo del denaro al 3,75% in Europa, le rate dei nuovi mutui a tasso fisso sono destinate a raddoppiare, mentre per quelli a tasso variabile il rimborso mensile dovrebbe salire del 50-60%. E’ la previsione degli esperti della Fabi, la Federazione autonoma bancari italiani secondo cui per un mutuo a tasso fisso da 200.000 euro di 25 anni (il tasso medio applicato dalle banche potrebbe essere nettamente superiore al 5%), la rata mensile sarà di 1.218 euro. Mentre per un prestito da 100.000 euro, sempre di 25 anni, col tasso al 5,1%, la rata mensile sarà di 597 euro.
Quanto ai vecchi mutui, invece, nessuna differenza per quelli a tasso fisso. “Le rate dei vecchi mutui a tasso fisso, cioè quelli erogati fino alla fine del 2021 / inizio 2022, non cambiano e resteranno intatte fino al termine del piano di rimborso”, tranquillizzano gli esperti della Fabi secondo cui le rate dei vecchi mutui a tasso variabile sono cresciute in media del 65%: vuol dire che chi pagava una rata di circa 500 euro al mese, oggi paga, al mese, 825 euro ovvero 325 euro in più. Ed è molto probabile che, alla luce della decisione della Bce del 4 maggio, le rate dei vecchi mutui a tasso variabile possano salire ancora”.
In base all’analisi della Fabi, i nuovi mutui a tasso fisso sono passati da un interesse medio di circa 1,8% anche oltre il 5% con le rate mensili che, pertanto, possono risultare, sulla base delle offerte delle banche, anche più che raddoppiate. Non solo. I nuovi mutui a tasso variabile potrebbero arrivare, a breve, in media, verso il 6% dallo 0,6% di fine 2021: vuol dire che per un prestito da 150.000 euro della durata di 20 anni la rata mensile sarà di 1.090 euro, ben 325 euro in più (+63,9%) rispetto a quella che si sarebbe ottenuta un anno fa ovvero 665 euro.
