Con l’aumento dei tassi di interesse, i finanziamenti ipotecari a tasso variabile si stanno rivelando una bomba a orologeria per il portafoglio di molti mutuatari, con l’importo della rata in crescita costante mese dopo mese. Ma esistono degli strumenti che permettono di tenere sotto controllo le uscite di cassa, abbattendo il costo della rata del mutuo e rimettendo in sicurezza il bilancio familiare.
Come prima cosa, in alcuni contratti è prevista la sospensione del pagamento della rata o il pagamento della sola quota capitale per alcuni mesi. Bisogna tenere presente, tuttavia, che, se ci si si avvale di queste clausole, nel caso in cui si volesse optare in futuro per la surroga, la nuova banca subentrante chiederà il pagamento regolare dell’intera rata da almeno 6 mesi.
In alternativa, è possibile optare per la rinegoziazione del mutuo. Questo significa che esiste la possibilità di recarsi presso la propria banca e chiedere di ripianare il mutuo su durate più lunghe per ottenere un abbassamento del costo della rata andando ad agire solamente sulla durata del finanziamento.
Un’altra possibilità è data dalla surroga. Per chi sta pagando un mutuo regolarmente, si tratta certamente dell’arma vincente perchè consente di rivolgersi al mercato andando a identificare il prodotto più in linea con le proprie esigenze, modificando così le condizioni di rimborso in base al mutuo più conveniente rispetto al contesto attuale. Nello specifico, la surroga permette infatti di modificare la tipologia di tasso passando, per esempio, da un variabile a un fisso, ma anche di intervenire sulla durata del rimborso allungando, se necessaria, la tempistica di restituzione del finanziamento.
Per chi dovesse avere dei risparmi da parte, un’altra valida opzione è rappresentata dalla estinzione parziale del mutuo. In questo caso, l’operazione consente di limare la quota di debito residuo determinando un immediato abbassamento del costo della rata mensile.
Infine, per chi si dovesse trovare in gravi difficoltà economiche, la Legge di Bilancio 2023 ha prorogato il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (il cosiddetto fondo Gasparrini) estendendone i benefici a lavoratori autonomi, liberi professionisti, imprenditori liberi e piccoli imprenditori in caso di calo del fatturato. La norma consente l’ammissione al Fondo anche senza la presentazione dell’Ises con la possibilità di accedere anche con mutui inferiori a 400mila euro. L’applicazione del fondo Gasperini permette la sospensione del pagamento delle rate per i mutui già ammessi e per cui si sia verificato per almeno 3 mesi l’ammortamento delle rate. Questo Fondo sostiene il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione in alcuni casi specifici che sono: la sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni; la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, corrispondente a una riduzione dell’orario; la cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato; la cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato; la cessazione dei rapporti di lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale o di agenzia (art. 409 n. 3 del c.p.c.); morte o riconoscimento di grave handicap o di invalidità civile non inferiore all’80%; e il calo del fatturato per le categorie dei lavoratori autonomi/liberi professionisti.
“In un periodo di incertezze e di difficoltà economiche per molte famiglie, è importante intervenire quanto prima sul costo dei finanziamenti evitando di finire nella lista dei cattivi pagatori”, avverte Angelo Spiezia, amministratore delegato di Telemutuo. “Che si ricorra alla surroga, alla rinegoziazione, sospensione o si trovino altri strumenti di revisione delle rate del mutuo, è comunque fondamentale intervenire prima che sia troppo tardi. Talvolta, infatti, il mancato pagamento di alcune rate di un mutuo determina la segnalazione del mutuatario moroso non soltanto al Sistema di Informazioni Creditizie gestito dal Crif ma anche alla rete di informazioni sui cattivi pagatori presenti all’interno del sistema bancario determinando, nei casi più gravi, l’esclusione dei soggetti segnalati dalla possibilità di richiedere qualsiasi forma di finanziamento futuro”.
