Covivio, il gruppo immobiliare paneuropeo quotato a Parigi, ha chiuso il primo semestre 2026 con una crescita del +7,3% dell’utile netto ricorrente per azione, salito a 2,55 euro rispetto ai 2,38 euro dello stesso periodo del 2025. L’utile netto ricorrente in valore assoluto si è attestato a 282,4 milioni di euro, in aumento del 7,3% su base annua. I ricavi consolidati sono stati pari a 526 milioni di euro (349 milioni di euro quota del gruppo), in crescita del 2,2% a perimetro costante. Il consiglio di amministrazione, che ha approvato i conti, ha anche rinnovato il mandato di Christophe Kullmann come CEO per altri quattro anni, fino all’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il bilancio dell’esercizio 2030. Il board ha inoltre nominato due nuovi Deputy CEO, in successione a Olivier Estève, il cui mandato terminerà il 31 dicembre 2026: Aude Grant, che entrerà in Covivio il 21 settembre 2026 con responsabilità per il business degli uffici in Francia, e Alexei Dal Pastro, attuale CEO Italia e uffici Germania del gruppo, che assumerà la carica dal 1° gennaio 2027.
Prosegue intanto la strategia del gruppo per riequilibrare il portafoglio verso il settore alberghiero: su base proforma, gli hotel rappresentano ora il 24% del patrimonio del gruppo, tre punti percentuali in più rispetto alla fine del 2025. Nel semestre il gruppo ha acquisito cinque hotel in locazione nell’Europa meridionale per un investimento complessivo di 260,5 milioni di euro (139 milioni quota del gruppo): quattro strutture a Milano, rilevate tramite un’operazione di sale-and-leaseback con l’operatore Invest Hospitality, e una a Torremolinos, sulla Costa del Sol spagnola, gestita da Fergus Group con un contratto di locazione ventennale. L’Europa meridionale pesa ora per circa il 26% del portafoglio alberghiero proforma del gruppo. Covivio ha inoltre avviato otto nuovi progetti di riqualificazione alberghiera nel semestre, per 109 milioni di euro di capex e un rendimento medio target del 12%.
Nel comparto uffici, che pesa per circa il 47% del portafoglio, Covivio ha finalizzato ad aprile una joint venture con Blue Owl Capital sui tre campus Thales di Vélizy-Meudon, alla periferia di Parigi, valutando l’intero sito 503 milioni di euro. L’esposizione agli immobili situati nei centri cittadini è salita al 73% del portafoglio uffici (+4 punti percentuali). Il tasso di occupancy del comparto uffici è cresciuto al 95,6% dal 95,1% di fine 2025, con una durata media dei contratti di locazione salita a 5,9 anni. Nel settore residenziale tedesco, che rappresenta il 29% del portafoglio, la crescita degli affitti a perimetro costante è stata del 3,4%, sostenuta anche dal nuovo indice “Mietspiegel” di Berlino, in aumento del 6,7% sul portafoglio berlinese del gruppo. Prosegue il programma di privatizzazione degli immobili residenziali tedeschi, con cessioni realizzate a un margine medio del 29%.
Il patrimonio complessivo di Covivio ha raggiunto 24,2 miliardi di euro (16,3 miliardi quota del gruppo), in crescita dell’1,4% nel semestre e dello 0,5% a perimetro costante. Il patrimonio netto rivalutato EPRA NTA per azione si è attestato a 84,2 euro, in aumento dell’1,6% rispetto a fine 2025. Sul fronte finanziario, il rapporto di indebitamento (LTV) è sceso al 38,6% dal 38,9% di fine 2025, mentre il rapporto debito netto/Ebitda è migliorato a 10,5 volte (-0,2 volte). Il gruppo ha raccolto 742 milioni di euro di nuovi finanziamenti bancari nel semestre, con una scadenza media di circa 6,5 anni, mantenendo una quota di debito verde al 74%. Lo scorso aprile Standard & Poor’s ha confermato il rating BBB+ di Covivio con outlook stabile.
Covivio ha confermato il rating MSCI AAA, il massimo livello, ottenuto ininterrottamente dal 2021. Il 100% degli asset del gruppo beneficia di una certificazione ambientale (HQE, Breeam, Leed), e il gruppo si è definito primo operatore a pubblicare un rapporto di allocazione e impatto conforme allo standard europeo European Green Bond (EuGB), verificato in modo indipendente da KPMG. Per quanto riguarda la guidance, Covivio ha mantenuto le proprie prospettive per l’intero 2026, puntando a una crescita di circa il 4% dell’utile netto ricorrente per azione (EPRA Earnings rettificato) rispetto al 2025. Il gruppo comunicherà i dati sull’attività del terzo trimestre 2026 il 21 ottobre.
