Trent’anni di attività nella gestione e valorizzazione immobiliare, un percorso evolutivo costante e un posizionamento sempre più definito tra le realtà indipendenti del Real estate italiano. Svicom festeggia il suo trentesimo anniversario “in corsa”, con un fatturato che nel 2025 ha raggiunto i 22,5 milioni di euro, un team di circa 200 professionisti e professioniste, oltre 4 milioni di mq gestiti su tutto il territorio nazionale e un target di fatturato pari a 25 milioni per il 2026. A tracciare il bilancio con Pambianco Real Estate, in occasione di Mapic Italy, è Letizia Cantini, CEO & General Manager della società fondata da Fabio Porreca e oggi tra i principali player indipendenti nel settore dei servizi immobiliari in Italia.
“Aver intuito già nel 1996 la necessità di una società indipendente nei servizi immobiliari è stata una grande intuizione imprenditoriale, ancora oggi estremamente attuale”, afferma. Una visione che si è tradotta in un percorso di crescita costante. “Il 2025 si è concluso con un fatturato di 22,5 milioni di euro, segnando un incremento del 12,5% rispetto ai 20 milioni del 2024 e quasi raddoppiando i ricavi rispetto agli 11,5 milioni del 2021, a conferma della solidità del nostro modello di business e della capacità di intercettare le evoluzioni del mercato immobiliare.” Un ritmo che Cantini attribuisce a una pluralità di fattori. “Siamo stati certamente più rapidi nell’adattarci ai cambiamenti del mercato grazie al nostro modello di governance, unito a quell’attenzione costante all’innovazione e al miglioramento continuo che distingue Svicom sul mercato.”
INDIPENDENZA COME VALORE STRATEGICO
Uno dei temi ricorrenti nel racconto di Cantini è la scelta di restare indipendenti, in un mercato dove la concentrazione avanza. “L’indipendenza ci permette di restare fedeli a quell’idea di intraprendenza che è il cuore dell’imprenditoria: il coraggio di fare le cose diversamente”, spiega. Una differenza che, secondo la CEO, i Clienti percepiscono concretamente. “Chi sceglie Svicom trova una società con una forte cultura imprenditoriale e un modello gestionale distintivo.”

IL RIEQUILIBRIO DEGLI ASSET
Tra i temi più rilevanti del bilancio trentennale c’è la diversificazione del portafoglio gestito: un riequilibrio progressivo tra la storica vocazione Retail dell’azienda e le altre asset class. Il Retail rappresenta oggi circa il 50% del portfolio gestito; il restante 50% è distribuito tra Office, Living, Logistics, Mixed-Use, Hospitality e Healthcare, a testimonianza del consolidamento della strategia multi-asset del Gruppo e della specializzazione maturata su più segmenti di mercato. Oggi infatti Svicom si posiziona sul mercato come All Assets – Full Service Provider. “La leadership nel PropTech, un modello gestionale fortemente client-oriented e un’expertise consolidata in ogni fase del processo industriale di gestione immobiliare – con 11 linee di business attive – rappresentano i principali driver di crescita del Gruppo, sostenendo l’evoluzione sia quantitativa sia qualitativa del portfolio under management”, afferma Cantini.
FOCUS SULL’ASSET CLASS LIVING
Sul versante non Retail, la crescita più consistente è arrivata dal Living, un segmento che Cantini descrive come ancora in forte evoluzione. “Il Living è un’asset class estremamente articolata: Build-to-Rent, multiproprietà, social housing, student housing. Sono mondi diversi che oggi condividono un’etichetta comune, ma che probabilmente in futuro dovranno essere trattati come categorie separate. Il purpose di un Build-to-Rent non ha nulla a che fare con quello di uno student housing. Il mercato dovrà fare i conti con questa complessità.” Svicom gestisce oggi diverse anime del comparto, dal luxury living alle soluzioni legate all’emergenza abitativa. Tra le novità più recenti, Cantini annuncia l’avvio della gestione di Torre Richard a Milano, progetto Build-to-Rent sviluppato da Hines. “Le operation sottostanti sono molto diverse tra loro: gestire una multiproprietà è un mestiere completamente diverso dal gestire un Build-to-Rent. Il settore dovrà imparare a distinguerle meglio, anche sul piano della letteratura tecnica.”
AI E TECNOLOGIA, LA VERA LEVA DEI MARGINI
Capitolo a sé merita la strategia tecnologica di Svicom, che Cantini descrive come una delle principali leve di crescita degli ultimi anni. “Stiamo consolidando un massiccio utilizzo di AI”, afferma senza esitazioni. “Lo si vede anche osservando la nostra crescita da un punto di vista occupazionale, che non sta seguendo la crescita dell’azienda: siamo ancora intorno alle 200 persone, e la nostra crescita in termini occupazionali è più lenta anche grazie alla tecnologia.”
L’automazione ha riguardato soprattutto i processi di back-end. “Abbiamo rivoluzionato tante aree operative: automatizzato, applicato tecnologie diverse, robotizzato fasi che prima richiedevano un effort enorme in termini di forza lavoro”, racconta Cantini. “Il risultato è che siamo cresciuti molto senza dover crescere proporzionalmente nelle persone. La base tecnologica che abbiamo costruito è in grado di coprire ancora tanto.” Il saldo, secondo la CEO, è positivo su due fronti distinti. “Il primo è economico: abbiamo stabilizzato il personale, lavorato sui margini, fatto profitto. Il secondo è operativo: siamo diventati più veloci, più efficienti, più precisi. E la cosa che mi piace di più è che tutto questo è misurabile: il delivery, l’accuracy rate.”
A livello di site management, la tecnologia entra in gioco su più fronti: energy management, procurement, marketing automation, sensoristica. “In uno shopping mall i sensori non sono un accessorio: sono infrastruttura”, dice Cantini. “Capire come il consumatore si muove all’interno dello spazio, riconciliare quei dati con le attività di marketing, costruire una conoscenza reale del cliente. E’ lì che si gioca una parte importante della competitività di un centro.” Un percorso che Svicom ha intrapreso con convinzione. “Abbiamo costruito molto del nostro posizionamento commerciale sul proptech e sulla tecnologia. E il saldo, devo dirlo, è positivo.”
UN INIZIO DI 2026 ‘MOLTO A FUOCO’
I primi mesi del 2026 si sono aperti con un’ulteriore accelerazione: il portfolio under management ha già superato quota 400 asset e 4 milioni di mq gestiti, grazie all’acquisizione di mandati di rilevanza strategica. Tra questi, il consolidamento nel Retail con il portfolio di Carmila Italia (incarico per mall management, property administration e technical services) e il mandato conferito da DeA Capital Real Estate SGR per attività di property e facility management su cinque asset localizzati tra Lombardia e Piemonte, con un rafforzamento nel segmento Logistics, oltre al già citato e più recente incarico relativo a Torre Richard.
Sul fronte organizzativo, Svicom ha rafforzato l’area Advisory con l’ingresso di Tommaso Romagnoli (Head of Advisory & Consultancy). “Il suo ingresso si inserisce nel percorso di rafforzamento delle competenze del Gruppo, con l’obiettivo di potenziare la consulenza rivolta ai Clienti, in particolare negli ambiti di valorizzazione e rethinking degli asset, in un contesto di mercato in cui tali iniziative prevalgono sui nuovi sviluppi.” afferma Cantini “Nell’ambito del suo ruolo, Romagnoli supporta inoltre l’area Brokerage Services e le attività di Capital Markets, contribuendo a rafforzare la capacità del Gruppo di supportare gli investitori nelle strategie di valorizzazione, investimento e gestione degli asset.”
