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Cozzi (WIIT): “Tensioni USA-Europa possono accelerare il mercato cloud europeo”

Di Maria Elena Molteni
22 Luglio 2025

“Le tensioni geopolitiche possono diventare un’opportunità. Cresce tra le aziende la consapevolezza sul tema della data compliance. I cloud provider europei possono conquistare nuove quote di mercato grazie alla regolamentazione UE”. Ne è convinto Alessandro Cozzi, CEO di WIIT, che evidenzia come la crescente attenzione alla sovranità digitale e alla localizzazione dei dati stia spingendo sempre più aziende – anche americane – a scegliere provider europei per motivazioni normative oltre che economiche. Un trend che potrebbe rafforzarsi con l’inasprirsi dei rapporti geopolitici e con un quadro regolatorio europeo sempre più stringente, in grado di offrire garanzie precise in materia di privacy e protezione.

È in questo contesto strategico che WIIT ha recentemente inaugurato la sua nuova sede a Milano, in via Muzio Attendolo detto Sforza 4, nel cuore del quartiere Selvanesco-Vigentino, all’interno di uno degli iconici ex edifici Ligresti della zona Ripamonti. Con una superficie di circa 5.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani, l’infrastruttura può contare su due datacenter Tier IV: “Wiit ha aperto la nuova sede con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro confortevole per tutto il personale che lavora presso la sede milanese, che ospita la maggior parte dei dipendenti per quanto riguarda la parte italiana. Ma non solo. Abbiamo aperto una premium zone: adiacente alla nostra sede, infatti, abbiamo inaugurato un secondo data center che ci permette di offrire ai clienti, italiani e non, il massimo dei servizi di continuità operativa per quanto riguarda il cloud e le applicazioni critiche. Disponiamo di tre data center certificati Tier IV, due dei quali in Italia, una vera unicità non solo in Italia ma anche in Europa, che garantiscono il massimo livello di servizio”.

Questo posizionamento come sostiene l’espansione in Italia e come serve i clienti italiani e internazionali?

“Attualmente abbiamo sia clienti tedeschi ospitati presso il nostro data center in Ripamonti, sia clienti italiani che utilizzano sia la premium zone di Milano, ma anche quella di Dusseldorf.  L’azienda opera su tre premium zone: una in Italia, una in Svizzera e una in Germania. I clienti utilizzano tutte e tre le location”.

I prossimi obiettivi, dopo questo passo importante?

“Sicuramente quello di espandere ulteriormente le nostre capacità in termini di data center, in particolare sul mercato tedesco, che è il più importante d’Europa. La Germania vale tre volte l’Italia come dimensione del mercato cloud. Abbiamo un programma di sviluppo che prevede, già il prossimo anno, l’apertura di un altro data center sempre a Düsseldorf, con specifiche caratteristiche per l’AI, un settore che sta trainando la nostra industria. Sono già stati siglati i primi contratti, ma prevediamo per i prossimi anni un forte sviluppo legato alla domanda di AI”.

Le proiezioni di mercato confermano una potenzialità di crescita significativa per questo segmento specifico. Oltre a Milano, ci sono movimenti su altri territori italiani?

“In Italia abbiamo avviato un’operazione di consolidamento del “mercato. Dopo la nostra quotazione in Borsa, abbiamo acquisito cinque aziende. Siamo sempre alla ricerca di target interessanti. Attualmente guardiamo soprattutto alla Germania e alla Svizzera, dove siamo entrati l’anno scorso. Nel breve termine, l’obiettivo è continuare a consolidare la presenza in Germania e, nel caso si presentino opportunità, sviluppare ulteriormente anche il mercato svizzero. La Svizzera è un mercato molto regolamentato, dove lavoriamo con numerose banche cantonali e dove è richiesto personale e infrastrutture in loco. Dal punto di vista del business, è un territorio di sicuro interesse. L’Italia resta chiaramente la nostra casa madre, per cui continua a crescere in modo significativo: l’organico in Italia continua ad aumentare. Quest’anno stiamo crescendo più in Italia che in Germania. La Germania sta migliorando progressivamente sul piano organico. L’Italia resta comunque un centro di eccellenza”.

Ha citato le banche in Svizzera. Che profilo ha in generale la vostra clientela?

“La nostra clientela è molto diversificata. Non abbiamo una forte concentrazione su un singolo settore. I settori fashion e food sono due ambiti in cui siamo molto presenti. Lavoriamo per i maggiori brand del fashion e del food e del retail, ma offriamo servizi cloud anche ad aziende industriali con requisiti stringenti in termini di sicurezza e continuità operativa. Penso a realtà industriali con impianti produttivi in Far East o Usa, oppure a grandi gruppi con una rete retail diffusa. Clienti che non possono permettersi di fermarsi neppure per un’ora. Sono realtà per le quali l’affidabilità dei sistemi è essenziale, e i nostri servizi sono pensati per rispondere a queste esigenze”.

Ha parlato del benessere dei dipendenti

“Quando abbiamo deciso di progettare la nuova sede, l’obiettivo era creare un ambiente di lavoro piacevole, funzionale e in grado di stimolare la collaborazione tra i team. Oltre all’infrastruttura tecnologica di altissimo livello, abbiamo realizzato spazi dedicati al relax, aree comuni, una palestra, sale informali per il lavoro di gruppo. Abbiamo adottato lo smart working, che applichiamo in modo flessibile, poiché la natura dei nostri servizi – attivi H24 – richiede comunque una forte presenza in sede.  Il nuovo spazio rappresenta una vera evoluzione rispetto alla sede precedente”.

Un’ultima osservazione sul contesto urbano in cui sorge la sede: che ruolo gioca il quartiere?

“Il quartiere in cui siamo presenti, in passato, era un’area marginale. Noi abbiamo acquistato il nostro primo data center in zona nel 2006, quando l’area era ancora in parte abbandonata. Negli ultimi anni, anche grazie a player come Prada, Moncler, Fastweb, il quartiere è stato rivalutato e oggi è in pieno sviluppo. Il nostro edificio utilizza tutte le tecnologie più avanzate dal punto di vista ambientale: consumiamo energia green certificata, utilizziamo fonti rinnovabili e abbiamo attivato sistemi di recupero e trattamento delle acque. L’obiettivo è costruire uno spazio il più possibile efficiente dal punto di vista energetico ed ecologico, compatibilmente con le esigenze infrastrutturali: gestiamo 15 megawatt tra Italia e Germania”.

Siamo alla fine del semestre: potete anticipare qualcosa sui risultati?

“Abbiamo comunicato al mercato che siamo fiduciosi rispetto al consensus degli analisti. Il primo trimestre è andato molto molto bene: la crescita organica è stata superiore al 25% con un incremento della profittabilità. Le vendite in Italia sono state eccellenti, e anche la Germania – che era un po’ in ritardo – sta recuperando. Confidiamo di raggiungere gli obiettivi entro fine anno”.

Quale l’impatto possibile dei dazi e delle tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti sul vostro settore?

“La mia personale opinione è che questa tensione possa diventare un acceleratore. Se le tensioni dovessero aumentare, potrebbe esserci un’accelerazione verso una maggiore attenzione alla sovranità dei dati. Abbiamo recentemente firmato in Germania un contratto da 9 milioni di euro con un grosso cliente americano che ha scelto i nostri data center in Europa proprio per ragioni di compliance normativa, non solo per motivi economici. Se si andrà davvero verso una maggiore regolamentazione europea in tema di protezione e localizzazione dei dati, i cloud provider europei ne beneficeranno. Noi contiamo di crescere in questo scenario, perché la richiesta di protezione dei dati è destinata ad aumentare”.

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