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Mutui, costi in discesa con il taglio dei tassi atteso a partire da marzo

Bce, oltre 700 € di risparmio all’anno su mutuo da 200.000 € con taglio dello 0,5%

Di Tobia Zanotti
30 Maggio 2024

Risparmi in arrivo con il taglio dei tassi della Bce. La sforbiciata di 25 o 50 punti base attesa per il 6 giugno da parte dell’istituto di Francoforte potrebbe portare importanti benefici a chi deciderà di accendere un mutuo a tasso variabile. Stando alle simulazioni dell’ufficio studi di Telemutuo.it, infatti,  su un mutuo da 200.000 euro si potrebbero arrivare a risparmiare dai 324 ai 708 euro all’anno.

“Stiamo attraversando un momento di grandi incertezze sul fronte dei tassi che richiede la necessità di rivolgersi a operatori specializzati in grado di individuare le opzioni migliori per un mutuo a seconda delle esigenze dei singoli clienti”, spiega Andrea Pennato, amministratore delegato di TeleMutuo.it. “Il futuro taglio dei tassi di interesse avrà certamente un impatto sul mercato dei mutui a tassi variabili con risparmi considerevoli. Ma in questa fase di mercato resta comunque da preferire l’accensione di un finanziamento a tasso fisso che presenta un livello di costo ancora ben inferiore rispetto a quello dei mutui a tasso variabile”.

In base alle simulazioni condotte dagli esperti dell’Ufficio Studi di TeleMutuo.it, gli interventi di politica monetaria attesi dai mercati potranno garantire un risparmio sulla rata che varia tra un minimo di 13,50 euro al mese per un importo di 100.000 euro in 20 anni, fino ad arrivare a un massimo di 59 euro al mese su un mutuo trentennale da 200.000 euro.

Più nello specifico, gli esperti di TeleMutuo.it hanno ipotizzato due scenari: il primo, caratterizzato da una limatura del costo del denaro in Europa di 25 punti base; il secondo, invece, da un intervento più deciso dello 0,50%.

I RISPARMI CON UN TAGLIO DEI TASSI DELLO 0,25%

Nel primo caso, per una durata del finanziamento di 20 anni, il risparmio atteso oscilla tra i 13,50 e i 27 euro al mese per mutui di importo compreso tra i 100.000 e i 200.000 euro. Con una durata più lunga (30 anni), invece, il taglio dei tassi dello 0,25% si tradurrebbe in un risparmio sulla rata mensile compreso tra 14,50 e 29 euro pari a 174-348 euro all’anno.

FINO A 708 EURO ALL’ANNO IN MENO CON UN TAGLIO DELLO 0,5%

I vantaggi sarebbero di gran lunga superiori in caso di un taglio dei tassi dello 0,5%. In questo caso, infatti, su una duration di 20 anni i risparmi si andrebbero a collocare all’interno della forchetta 26,90-54 euro che vorrebbe dire un vantaggio per il mutuatario compreso tra i 322,8 e i 648 euro a seconda dell’importo del mutuo (100.000 o 200.000 euro). Ancora più evidenti i vantaggi che si osservano allungando la durata a 30 anni. In questo caso, infatti, il taglio dei tassi dello 0,50% porterebbe a una rata più leggera per 29,50 euro al mese su un finanziamento di 100.000 euro che arriverebbe a un risparmio di 59 euro al mese su un finanziamento da 200.000 euro. A fine anno, stando a queste due ipotesi, il vantaggio per il mutuatario oscillerebbe dunque tra 354 e 708 euro.

“Il mercato dei mutui a tasso variabile potrà sicuramente beneficiare della contrazione dei costi che osserveremo a seguito degli interventi di politica monetaria espansiva attesi dalla Bce”, conclude Pennato. “Nonostante questo, negli ultimi mesi abbiamo osservato un ritorno di interesse per la surroga da parte di chi aveva sottoscritto un finanziamento a tasso fisso più di un anno fa e si trova adesso di fronte alla possibilità di cambiare mutuo con un evidente vantaggio economico. Per questo, crediamo sia ancora conveniente rivolgersi ai prodotti a tasso fisso presenti oggi sul mercato che, al di là delle mosse della Bce, permettono di ottenere finanziamenti ipotecari a condizioni più vantaggiose rispetto al tasso variabile”.

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