A rischio investimenti per 38 miliardi di euro a Milano a causa del blocco delle nuove iniziative. Di questi, 12 miliardi sono relativi al residenziale o 19,5 miliardi se si considerano anche altre asset class, più 26 miliardi in termini di ricadute sul sistema economico. A lanciare l’allarme il Secondo Osservatorio sull’Abitare, realizzato da Scenari Immobiliari e Abitare Co, dal titolo ‘Le città vincenti: mercato e quartieri per la domanda residenziale delle famiglie’. Una situazione, è stato evidenziato in ocacsione dell’incontro che si è tenuto oggi al Centro Congressi della Fondazione Cariplo, che potrebbe portare ad evere importanti ricadute sulle tante iniziative di rigenerazione urbana in corso e previste.
“Questi investimenti a rischio – ha affermato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – impattano anche sulle aspettative degli investitori internazionali che hanno comprato a Milano per quaranta miliardi di euro circa negli ultimi dieci anni. Ora sono più cauti sul nuovo e iniziano a guardare investimenti fuori città o altrove. E non dimentichiamo che la carenza di offerta sul mercato residenziale porta ad un ulteriore innalzamento dei prezzi dell’esistente”.
“Milano e il suo hinterland consolidano il ruolo di attrattore del mercato delle nuove costruzioni residenziali nonostante l’incertezza amministrativa che, in maniera evidente, dalla seconda metà del 2023, sta interessando e rallentando, o addirittura fermando, i maggiori interventi di sviluppo immobiliare della città”, ha aggiunto Giuseppe Crupi CEO di Abitare Co.
“Stiamo constatando che oggi alcuni operatori non investono più su Milano o, nella migliore delle ipotesi, registriamo un progressivo ricorso ad approcci più cauti da parte degli sviluppatori, con una ulteriore limitazione della futura offerta abitativa nel breve e medio periodo, a fronte di una domanda che, fortunatamente, rimane sempre vivace. Una domanda di nuove case, non solo di fascia alta, che apprezza particolarmente le tematiche relative agli investimenti legati al consumo energetico, all’impatto ambientale e ai servizi comuni dedicati alle persone.”
