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Dove nascono gli atleti: gli impianti tra investimenti e manutenzione

Stadio dei Marmi Pietro Mennea

Dove nascono gli atleti: gli impianti tra investimenti e manutenzione

Di Marta Cantarella
24 Marzo 2025

Da sempre riconosciuto come uno dei principali fattori che concorrono al benessere personale, oltre al grande valore di aggregatore sociale, lo sport ha raggiunto il rango di materia costituzionale solo di recente, grazie ad una modifica intervenuta all’articolo 33 della stessa. In particolare, è stato aggiunto un nuovo ultimo comma ai sensi del quale “la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. Infatti, è solo con la riforma del Titolo V del 2001 che lo sport trova ingresso in Costituzione, annoverando “l’ordinamento sportivo” fra le materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni.

Da ultimo, il PNRR che ha stanziato per il settore 1 miliardo di euro e la riforma entrata in vigore il primo luglio 2023, seguita poi da un ulteriore decreto-legge che ha regolato alcune disposizioni sul lavoro sportivo e relativa disciplina fiscale. Il piano prevede due linee di finanziamento: la prima, nella forma di sovvenzioni, dedicata al potenziamento delle infrastrutture per lo sport a scuola per un ammontare complessivo di 300 milioni di euro; la seconda, da 700 milioni di euro nella forma di prestiti, finalizzata a favorire il recupero delle aree urbane puntando sugli impianti sportivi e parchi urbani attrezzati. Su questa scia, si collocano i segnali di ripresa a partire dal 2023.

Marco Mezzaroma, presidente Sport e Salute

IL FATTORE PUBBLICO
Quel che è certo è che il fattore pubblico gioca ancora un ruolo fondamentale con i Comuni che detengono la proprietà di oltre il 70% degli impianti e sono i soggetti più coinvolti nelle Missioni del PNRR. Tuttavia, sebbene i fondi europei costituiscano un’opportunità da cogliere a pieno, non possono essere l’unica arma a disposizione del comparto. L’avvio dei cantieri connessi ai grandi eventi in programma (Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, Giochi del Mediterraneo 2026, Europei di calcio 2032) prefigura una prosecuzione dell’aumento della dimensione media degli investimenti nei prossimi anni ed una domanda di credito per finalità di investimento con una performance in controtendenza rispetto alla richiesta di finanziamenti a medio e lungo termine delle imprese italiane (nel 2023 +79% a/a del volume dei finanziamenti bancari destinati a progetti sportivi).

Nella dinamica di investimento per lo sviluppo e rinnovamento degli impianti sportivi di media e grande dimensione vi è poi un forte ritardo rispetto alla maggior parte dei paesi europei, particolarmente visibile considerando l’età media delle infrastrutture (in Italia molti impianti sono datati intorno al 1980, con un quarto delle strutture antecedente al 1940). Quasi tutti gli stadi di calcio di serie A e B hanno oltre 60 anni, denotando un’impiantistica sportiva sviluppatasi in collegamento con i grandi eventi sportivi ospitati dal Paese: Olimpiadi di Roma ’60 e Mondiali di calcio Italia ’90.

Questo rende il parco delle infrastrutture sportive soggette ad elevati costi di manutenzione e interventi onerosi per l’adeguamento normativo-funzionale, influendo anche sul tasso di riempimento degli stadi italiani, ad oggi al di sotto del 60%, contro una media europea che raggiunge il 95% per gli impianti moderni. In Italia, tuttavia, bisogna tenere conto della proprietà pubblica degli impianti, che impone la strutturazione di operazioni in partenariato e della prevalenza di strutture soggette a vincoli della Soprintendenza ai Beni Culturali. Più del 50% degli impianti sportivi è sottoposto a tutela con progetti di riqualificazione spesso condizionati nella tipologia di interventi realizzabili e dunque, con ulteriore impatto sull’equilibrio finanziario degli investimenti.

Foto Italico

Coniugare queste esigenze, all’interno di un quadro normativo sempre più articolato, è una missione complessa. Tuttavia, alcuni esempi dimostrano come sia possibile trasformare i vincoli in punti di forza, come il caso del Parco del Foro Italico a Roma, che ha vissuto un’importante fase di rigenerazione grazie all’intervento della società Sport e Salute il cui presidente, Marco Mezzaroma ha dichiarato a Pambianco Real Estate: “Il Parco del Foro Italico rappresenta per magnificenza e storicità un unicum nel suo genere. Il processo di valorizzazione e riqualificazione che lo ha riguardato, senza intaccarne l’identità, ha avuto l’apice con gli Europei di Atletica Leggera della scorsa estate e la riapertura dello Stadio dei Marmi, ed è stata la dimostrazione della visione di Sport e Salute. Una visione che in tema di eventi sportivi va ben oltre la semplice organizzazione degli stessi. Terminate le grandi manifestazioni sportive, il Foro Italico ha continuato e continuerà ad essere a disposizione di cittadini, turisti e di tutti coloro che vogliono fare attività sportiva gratuitamente nei luoghi in cui si sono allenati o hanno gareggiato grandi atleti”. L’obsolescenza degli impianti e la conseguente necessità di rigenerazione degli stessi non sono l’unico elemento di criticità.

Evento Sport e Salute

ENERGIA E CLIMA
All’elemento strettamente finanziario dato dal tasso di interesse si aggiunge anche la componente energia ed il fattore clima. “L’insegnamento che ci arriva dallo sport – continua Mezzaroma – abbiamo il dovere di applicarlo anche nella vita di tutti i giorni: il gioco di squadra è fondamentale per vincere e ognuno deve fare la sua parte. Il partneriato pubblico-privato è un binomio virtuoso, ma per incentivare gli investimenti anche da parte dei privati è importante ridisegnare un nuovo modello economico-finanziario sull’impiantistica sportiva che non si limiti alla fase di realizzazione o rigenerazione, ma si concentri anche sulla successiva fase di gestione e di mantenimento dell’impianto. Un passo importante sarà fatto con gli esiti del censimento nazionale degli impianti sportivi, nell’ambito del protocollo di intesa che abbiamo firmato con la Conferenza delle Regioni, che consentirà di mappare tutto il territorio per arrivare ad un piano regolatore nazionale dell’impiantistica sportiva. La ratio è quella di cercare di recuperare il più possibile impianti già esistenti e anche evitare ulteriore consumo del territorio. L’attenzione alla sostenibilità da parte di Sport e Salute è massima, a partire dallo sviluppo dell’impiantistica. Per questo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con il Gse – Gestore dei Servizi Energetici, avviando così una collaborazione istituzionale per favorire la transizione energetica nel settore dello sport”.

Stando alle stime, infatti, il costo totale per l’efficientamento energetico degli impianti sportivi dovrebbe ammontare a circa tre miliardi di euro (1 miliardo per la riqualificazione di strutture e 2 miliardi per l’installazione di pannelli fotovoltaici su stadi di piccola dimensione). Una ulteriore difficoltà nel finanziare questo settore è data dalla bassa marginalità. Ne sono un esempio i bilanci dei club calcistici, prevalentemente in perdita e dunque di difficile bancabilità. Proprio i club potrebbero essere quelle realtà capaci di innescare un ciclo virtuoso di investimento negli stadi, nell’impiantistica sportiva delle prime squadre, delle giovanili e, a cascata, su tutte le altre categorie. Creare un anello di congiunzione tra le associazioni e le società sportive dilettantistiche, le quali sono ancora oggi l’avamposto territoriale dello sport di base sembra dunque la strada maestra per favorire lo sviluppo dello sport agonistico fin dalle origini. Dal punto di vista manageriale, queste infrastrutture necessitano di gestori specializzati, capaci di intervenire in modo efficiente per massimizzare il loro potenziale di reddito attraverso un utilizzo continuativo della struttura, anche per eventi culturali e attività sociali. La carenza di operatori con esperienza mirata nella gestione di impianti sportivi di nuova generazione evidenzia la necessità di promuovere la formazione di società specializzate, eventualmente ricorrendo a operatori internazionali leader di mercato nel settore della gestione di location per eventi. I proventi relativi al settore calcistico, ad esempio, potrebbero essere significativamente incrementati attraverso un upgrade strutturale e tecnologico degli impianti, offrendo la possibilità di utilizzi diversi dell’arena sportiva.

Foto Italico

SPORT E INTRATTENIMENTO
In questo contesto si inserisce, ad esempio, la gestione del Foro Italico che, come sottolinea Mezzaroma, “è la casa dello sport, ma è anche un teatro ideale per quanto riguarda l’intrattenimento. Pensate al Terzo Tempo dopo le partite di rugby. In occasione del Sei Nazioni davanti al palco che viene allestito tra l’esterno della Tribuna Tevere e l’iconica Fontana della Sfera si radunano e ballano a ritmo di musica migliaia di tifosi, differenziati dai colori delle rispettive maglie, ma uniti nel nome dello sport e dei suoi valori. Un evento nell’evento. E poi ci sono i concerti, che lo Stadio Olimpico ospita nella stagione estiva. Eventi musicali di alto livello, come ad esempio le quattro serate dello scorso luglio dei Coldplay, generano un indotto importante e creano occupazione. Nella gestione degli impianti sportivi, come avviene al Foro Italico, è fondamentale saper coniugare il mondo dello sport con quello dell’intrattenimento. Un’integrazione in grado di attirare investitori privati e capitali stranieri, offrendo un’esperienza più completa e diversificata al pubblico”.

In questo panorama operano istituti di credito specializzati come l’Icsc che, non solo adoperano strumenti di finanza agevolata ma obbligano il proponente al rispetto di specifici Kpi di sostenibilità che determinano una valutazione che fornisce il parametro del Social Return on Investment (Sroi). Grazie alla possibilità di disporre di fondi pubblici, l’Istituto per il credito sportivo riesce ad erogare finanza anche ai piccoli soggetti, oltre a contrarre il costo di debito anche in operazioni in pool con altre banche. Lavorare con i piccoli operatori è dunque una delle direttive da perseguire, proprio in questi contesti dove, grazie al lavoro congiunto del mondo della finanza, degli enti di promozioni sportiva e delle federazion, cresceranno i campioni olimpici del futuro.

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