Uno spazio di lavoro in osmosi con il mondo esterno. E contemporaneamente un mondo esterno che si affaccia e ‘partecipa’ di quel che accade all’interno. Il building che ospiterà BFF Bank a Milano, firmato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, è interamente in vetro. Anticipato da una piazza con un porticato alto 40 metri, a sostegno di una grande copertura fotovoltaica che alimenterà il fabbisogno energetico dell’edificio, che offre riparo su viale Scarampo e intanto diventa un elemento che senza soluzione di continuità copre e accoglie. I lavori sono al rush finale, dopo la posa della prima pietra soltanto un anno fa. Dal mese di dicembre i dipendenti saranno tutti nel nuovo quartier generale, qui convergendo dalle tre sedi che attualmente a Milano ospitano le varie funzioni del gruppo. Nessuna disclosure sull’impegno economico, tuttavia il rispetto dei tempi fa comprendere che picco dei costi delle materie prime, inflazione, manodopera e tutto ciò che ha messo in difficoltà diverse realizzazioni non ha avuto incidenza, grazie a una pianificazione, spiegano dall’interno, attenta e anticipata.

Casa BFF è stata progettazione con modalità Dfma (Design for Manufacture and Assembly), un approccio innovativo che permette di agevolare il processo costruttivo attraverso l’assemblaggio di componenti prefabbricati, riducendo i tempi, i costi e l’impatto ambientale del cantiere.
L’edificio, in prossimità di una delle porte di ingresso nella città, rappresenta un ulteriore tassello della riqualificazione urbana dell’area del Portello, già interessata da diversi interventi. Uno spazio civico aperto a tutti, un museo che ospiterà la collezione di arte contemporanea della banca e un auditorium.
Qualche numero: saranno in tutto15.000 i mq di superficie costruita; 2.300 mq di pannelli fotovoltaici, per 360 MWh all’anno con un picco di 300 kWp. E ancora, 40 metri di altezza massima e 300 il numero di persone, tra operai e tecnici, che hanno lavorato contemporaneamente in cantiere.

Casa BFF è anche frutto di un processo condiviso con i dipendenti (500), i cui desiderata sono stati condivisi con i progettisti. Luce naturale e sostenibilità le principali richieste emerse ed evase. Ma anche la possibilità di avere spazi adibiti a cucina (ce ne sarà una al piano), oltre a un ristorante sul roof. I dipendenti del Gruppo potranno raggiungere il posto di lavoro in bicicletta o facendo jogging, e troveranno all’arrivo adeguate facilities di accoglienza con spogliatoi e docce. Ci sarà anche una palestra, prenotabile tramite app. Lavorerà probabilmente su turni, tenuto conto che l’edificio resterà aperto dalle 7 alle 22.
“Il completamento di Casa BFF segna una tappa importante nella storia della Banca, alla vigilia del quarantesimo anniversario dalla sua nascita. Non si tratta semplicemente di una nuova sede – afferma Massimiliano Belingheri, AD di BFF Bank – ma di un luogo di interazione aperto anche alla città di Milano, che viene condiviso con i dipendenti. Una sede che rispecchia i valori di trasparenza e di sostenibilità, che guarda al futuro e che punta ai più elevati standard di innovazione e benessere”.
Per Paolo Brescia, Co-Founding Partner di OBR, “questo è innanzitutto un progetto urbano che restituisce qualcosa al dominio pubblico: una nuova piazza, un luogo civico aperto a tutti, in cui avere il piacere di stare e ritrovarsi, celebrando un rinnovato rito di urbanità. Fin da subito eravamo tutti d’accordo che Casa BFF non dovesse indulgere a delle forme ostentate, ma al contrario essere significativa per la sua capacità di fare città. Più che un edificio alto, Casa BFF è uno “spazio alto” che inverte il rapporto tra figura e sfondo, dove la figura davanti è la piazza e lo sfondo dietro è l’edificio”.
